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Referendum sull’autonomia: un’occasione utile solo a sprecare fondamentali risorse

Il prossimo 22 ottobre andrà in scena una delle ultime farse che hanno caratterizzato la Giunta Maroni in Regione Lombardia, che tra numerose inchieste giudiziarie subite e pochissimi risultati concreti ottenuti, si sbilancia in irrealizzabili promesse per i lombardi.

Cavallo di battaglia del Referendum per l’autonomia lombarda è la promessa di mantenere sul nostro territorio il 75% delle tasse pagate dei cittadini lombardi: promessa irrealizzabile, che avrà come unico risultato un’esorbitante spesa pari a circa 50 milioni di euro.

Su questo tema è doveroso ricordare che il federalismo differenziato è stato inserito all’interno della nostra Costituzione già nel 2001 dal centrosinistra. Quello dell’autonomia non è un tema caro solo alla Lega, bensì si tratta di un obiettivo che anche il Partito Democratico intende perseguire, così come già ribadito dai nostri esponenti provinciali e regionali, oltre che dal nostro futuro candidato Giorgio Gori, che insieme ad altri Sindaci lombardi ha scelto di sostenere il Si proprio perché “l’autonomia e i benefici per la crescita e il lavoro per tutti non possono essere strumentalizzati da una parte politica che ha isolato fino ad ora la Lombardia”.

Inoltre, al contrario di quanto afferma Maroni, non è vero che in caso di sconfitta del Sì non sarà più possibile chiedere maggiori autonomie: infatti, è la Costituzione stessa a garantire questa facoltà a tutte le regioni. Così come è falso quanto sostenuto dalla Lega sul residuo fiscale: esso NON è oggetto del referendum, le uniche risorse aggiuntive potranno, a fine trattativa col Governo, essere quelle relative alle competenze assegnate. Il solo tentativo fatto è stato quello di Formigoni nel 2007 con il Governo Prodi II, iniziato in modo promettente, poi arenatosi con il Governo Berlusconi del 2008 (Ministro degli Interni Roberto Maroni).

Non si capisce per quale motivo Maroni, diventato Presidente di Regione Lombardia, non si sia attivato, come Formigoni, per ottenere quanto previsto già dalla Costituzione in tutto il periodo della sua legislatura, per farlo invece in prossimità delle elezioni regionali. La Costituzione, tra l’altro, prevede che la richiesta di maggiore autonomia, sia attivata sentendo gli enti locali del territorio, che gli avrebbero dato quella forza contrattuale che Maroni vuole e l’avrebbe ottenuta senza buttare 50 milioni, che avrebbero certamente fatto comodo ai tanti Sindaci in sofferenza di risorse.

Se sul tema dell’autonomia gli obiettivi paiono convergere, una netta divisione si pone sicuramente sul metodo.

Grazie all’articolo 116 della Costituzione Italiana, per ottenere una maggiore autonomia a livello regionale è sufficiente entrare in trattativa con il Governo italiano, senza gravare in alcuno modo sul bilancio della Regione! A dimostrazione di questo, basti citare il percorso intrapreso da Regione Emilia-Romagna.

Maroni, invece, per iniziare una proficua attività di pubblicità elettorale in vista delle imminenti elezioni regionali, ha pensato di utilizzare 50 milioni di denaro pubblico per sponsorizzare la propria ri-candidatura in Regione.

Non solo si attua un totale spreco di risorse, ma il tutto risulta ancora più drammatico se si pensa che Maroni ha investito di più su questo inutile referendum piuttosto che investire nel fondamentale tema dei servizi sociali.

Calando il discorso a livello locale, possiamo osservare le ripercussioni di questo inutile investimento su Meda. Il budget per la nostra città è stato stimato per 47.500 euro, soldi che possono essere investiti solo per la realizzazione dei seggi elettorali. Qualsiasi tipo di avanzo dovrà essere restituito alla Regione.

Per quanto riguarda la nostra posizione, il PD regionale ha lasciato libertà di voto, al fine di non far percepire all’opinione pubblica una nostra contrarietà alla richiesta di maggiore autonomia regionale, tanto più che tale possibilità è stata introdotta in Costituzione proprio dal centrosinistra, pur esprimendo un giudizio nettamente negativo sulla modalità di attuazione da parte del Presidente Maroni.

A prescindere dall’esito, Maroni, la Lega e anche la nostra nuova Amministrazione che sostiene il referendum insieme ai suoi portavoce regionali, saranno responsabili di questo vano spreco di risorse.

Alessandro Uccello

Segretario del Circolo PD Meda

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