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Gruppo Consiliare PD Meda

Consiglio Comunale 26 novembre 2020

ORDINE DEL GIORNO

  1. ART.33 – COMUNICAZIONE SINDACO, PRESIDENTE DEL CONSIGLIO COMUNALE E CONSIGLIERI COMUNALI
  2. RATIFICA DELIBERAZIONE DELLA GIUNTA COMUNALE N. 132 DEL 21.10.2020, AVENTE AD OGGETTO “BILANCIO DI PREVISIONE FINANZIARIO 2020-2022: VARIAZIONE DI COMPETENZA IN VIA D’URGENZA (PROVVEDIMENTO N. 7) ED AGGIORNAMENTO DEL DOCUMENTO UNICO DI PROGRAMMAZIONE 2020-2022”.
  3. ESAME ED APPROVAZIONE DEL BILANCIO CONSOLIDATO 2019 DEL GRUPPO COMUNE DI MEDA.
  4. MODIFICA ART.30 DELLO STATUTO COMUNALE
  5. APPROVAZIONE STATUTO CONSULTA GIOVANILE
  6. MODIFICHE FORMALI DEL REGOLAMENTO PER IL FUNZIONAMENTO DEL CONSIGLIO COMUNALE
  7. ORDINE DEL GIORNO PRESENTATO DAI GRUPPI CONSILIARI PARTITO DEMOCRATICO E LISTA CIVICA GIANNI CAIMI SINDACO IN DATA 16.11.2020 PROT.N.22079

Di seguito gli interventi dei consiglieri comunali del PD e della lista Civica “Gianni Caimi sindaco”.

Punto 1 – ART.33 – COMUNICAZIONE SINDACO, PRESIDENTE DEL CONSIGLIO COMUNALE E CONSIGLIERI COMUNALI

Il 9 novembre 2020 l’attuale giunta Santambrogio ha approvato un piano attuativo in variante rispetto al piano AT1 con il quale la precedente amministrazione Caimi, dopo vent’anni di abbandono, ha recuperato l’area dismessa industriale dell’area ex Medaspan approvando definitivamente il 25/01/2016 un progetto di rigenerazione urbana con nuove funzioni ed aree verdi per la città. Si trattava di un piano con il quale in riduzione rispetto alle volumetrie e alle superficie esistenti (- 22% consumo di suolo) l’amministrazione Caimi prevedeva la creazione di un polo di alta qualità per servizi ricreativi con spazi commerciali, alberghieri e sportivi. L’edificio era concepito a due piani, con parcheggio seminterrato. L’albergo si estendeva su tre piani in senso verticale. Al primo piano era prevista la città del gusto con spazi commerciali, di servizi ed un auditorium ed al secondo piano uno spazio commerciale per attrezzature sportive legate alle strutture presenti sulla copertura dell’edificio (campo da tennis, campo da calcetto e campo da basket). Sulla copertura vi era uno spazio verde ad uso pubblico di circa 12.000 mq, con funzioni di orticultura anche didattica e per l’utilizzo della stessa struttura, accessibile dall’esterno senza entrare nell’edificio. 

A questo si aggiungeva:

  • BONIFICA DELL’AREA (cementificata per circa 40.000 mq) E RIMOZIONE DELL’AMIANTO (8.000 mq già rimosso nel 2017 in attuazione del pianto attuativo Caimi)
  • NUOVA VIABILITA’ (l’intervento era già legato alla realizzazione di una nuova viabilità di ingresso da via Cadorna con la realizzazione di due rotatorie e della strada a lato dell’area ecologica fruibile lungo il Tarò, con la previsione del completamento del collegamento oltre il Tarò sino alla via Busnelli)
  • RIQUALIFICAZIONE SPONDE DEL TARO’, CREAZIONE NUOVA AREA VERDE DI CONNESSIONE ECOLOGICA AMBIENTALE DI FRUIZIONE PUBBLICA (di 14.000 mq) ANCHE SULL’ALTRO LATO DI VIA CADORNA
  • PERCORSO CICLOPEDONALE E PONTE CICLOPEDONALE SUL TARO’
  • PROGETTO RIQUALIFICAZIONE PARTI PUBBLICHE CENTRO STORICO (il progetto di recupero dell’area dismessa ex Medaspan era già legato all’obiettivo di conseguire un progetto di qualità e le risorse economiche per la riqualificazione delle parti pubbliche del centro storico)
  • ONERI (gli oneri di urbanizzazione erano pari a € 3.600.000 ai quali si aggiungeva un onere di circa € 1.900.000). 

Apprezziamo che finalmente, dopo tre anni di immobilismo anche per responsabilità della Regione, si sia arrivati a ridare attuazione ad un piano di recupero di un’area dismessa così importante per la città e si sia voluto tenere a riferimento il piano precedente. 

Esprimiamo, tuttavia, alcune perplessità sul nuovo piano attuativo. Sebbene gli indici volumetrici siano in riduzione manca la qualità delle funzioni e del progetto. Risulta completamente eliminato l’albergo che era stato indicato come esigenza e opportunità per le nostre aziende, soprattutto del mobile. Assenti anche l’auditorium e gli spazi sportivi sulla copertura. Il piano dell’attuale giunta prevede tre edifici commerciali con una piazza centrale. Una replica, di fatto, di altri ordinari centri commerciali.  Si evidenzia l’assenza di un senso complessivo e specifico delle funzioni insediate e di un’idea riconoscibile sotto il profilo progettuale e planivolumetrico. 

La struttura del piano precedente era, infatti, concepita come un mood moderno che coglieva le sollecitazioni di EXPO MILANO 2015 sui temi dell’alimentazione e della sostenibilità ambientale, con un edificio tecnologicamente avanzato ed integrato in un sistema verde di fruizione che in parte connotava lo stesso edificio (la copertura e la parete lungo il Tarò) ed in parte diventava un ambito di pregio ambientale con la sistemazione e la rinaturalizzazione dell’area lungo il Tarò. Le funzioni del presente piano si impoveriscono e diventano esclusivamente quelle commerciali e di somministrazione. Viene sì diminuita complessivamente la superficie di vendita, così sottraendo il piano all’autorizzazione regionale della grande struttura, ma la destinazione dei tre edifici rimane commerciale. 

L’attuale maggioranza aveva votato contro il piano attuativo Caimi proprio perché prevedeva una grande superficie di vendita ma è prevista la medesima destinazione. La diminuzione della superficie è, peraltro, poco rilevante, anzi essa può creare maggiore conflitto con il tessuto commerciale presente in città, essendo media strutture di vendita e per altro verso, non risponde all’esigenza dei cittadini di avere strutture di rilievo sovraccomunale che magari ricercano nei comuni limitrofi. Si precisa che la superficie di vendita (SV) è attualmente pari a 7.500 mq rispetto ai 9.900 previsti nel 2016 con una riduzione di 2.490 mq pari al 25% (tavola 20 del doc. 36). Non si ravvisa, inoltre, alcun specifico riferimento del piano al contesto di Meda e al settore del mobile neppure come individuazione di funzioni o destinazioni pubbliche. 

Gli aspetti positivi dell’attuale piano sono in sostanza quelli già inseriti nel piano della giunta Caimi (BONIFICA DELL’AREA, NUOVA VIABILITA’, RIQUALIFICAZIONE SPONDE DEL TARO’, CREAZIONE NUOVA AREA VERDE DI FRUIZIONE PUBBLICA, PERCORSO CICLOPEDONALE E PONTE CICLOPEDONALE SUL TARO’, RIQUALIFICAZIONE PARTI PUBBLICHE CENTRO STORICO, ONERI) o comunque previsti in progetto. In particolare, l’aspetto infrastrutturale che era stato indicato in progetto nel precedente piano ora è stato per intero posto a carico dell’operatore. E’ prevista, infatti, la realizzazione delle connessioni viabilistiche del comparto a via Cadorna e via L. Busnelli compresa a sud la realizzazione della strada parallela alla linea ferroviaria FS, fino al collegamento con via L. Busnelli (già in previsione nel piano attuativo precedente). 

Apprezziamo il completamento delle opere e che esse non siano state previste in scomputo oneri. L’ambito ha mantenuto correttamente il coordinamento con gli strumenti urbanistici e viabilistici esistenti (sottopasso FN, Pedemontana, quadruplicamento FS).

Da forze di governo sappiamo che la pianificazione di aree private necessita della condivisione dell’operatore privato tenendo conto della situazione di mercato. Tuttavia, vediamo che nonostante condizioni più favorevoli per l’attuale maggioranza in quanto il piano attuativo AT1 risulta già esistente e non richiede lo sforzo notevole di modifica di tutti gli strumenti urbanistici che avevamo affrontato in momenti economici difficili, si è persa una qualità di funzioni, soprattutto riferendoci all’alberghiero e di progetto che avrebbero rappresentato un valore aggiunto per Meda. 

Ci teniamo a vedere quest’area riqualificata che avevamo con tenacia riattivato dopo decenni di degrado, sottolineando la positiva ricaduta occupazionale. Non sappiamo se vi possano essere prima dell’approvazione margini di miglioramento del piano nel senso da noi indicato. 

Ci auguriamo che i lavori, soprattutto quelli relativi alle opere pubbliche ed unitamente al sottopasso di via Seveso, possano partire subito dopo l’approvazione del piano attuativo e concludersi entro i termini.

Partito Democratico

Lista civica Gianni Caimi Sindaco

 

Punto 5 – APPROVAZIONE STATUTO CONSULTA GIOVANILE

Abbiamo accolto con grande attenzione la notizia che questa maggioranza intendesse dedicare uno spazio istituzionale prettamente dedicato ai giovani della nostra città e con altrettanta attenzione abbiamo letto la proposta di regolamento giuntaci prima della commissione. Riteniamo, infatti, che sia importante consentire alle generazioni cui di fatto lasceremo Meda di trovarci pronti ad ascoltarle attivamente mettendo loro a disposizione un luogo deputato a discutere, confrontarsi, attivarsi per la loro città. 

Tuttavia, nonostante l’apprezzamento per l’intenzione, non possiamo non sottolineare tre aspetti che non ci convincono del tutto di questo regolamento e pertanto della struttura stessa di questa consulta. Iniziamo dal primo: la fascia d’età.

Premettiamo che il concetto di “giovane” è estremamente aleatorio, soprattutto negli ultimi decenni. La definizione di chi sia giovane e di quando in termini di età, inizi l’età adulta, è un rompicapo di non facile soluzione, Tuttavia ci sembra di riscontrare che questa Consulta si rivolga indistintamente a ragazze e ragazzi che si trovano in fasi della vita estremamente diverse tra loro: dai 14 ai 30 anni. Già in fase di commissione abbiamo sottolineato come il range di partecipazione alla consulta sia davvero ampio: una forbice che inizialmente comprendeva anche i 35enni. Apprezziamo la diminuizione dell’età massima a 30, ma riteniamo sia ancora una fascia troppo estesa e poco omogenea, se l’obiettivo è quello di consentire una partecipazione che tenga conto anche dei diversi livelli di engagement nella vita della comunità locale. I ragazzi e le ragazze di quattordici anni, appena usciti dal percorso delle scuole medie, sicuramente necessitano di tempi e spazi adeguati per iniziare ad affacciarsi alla vita attiva della loro comunità, ma ci sembra che la contemporanea presenza all’interno della stessa struttura di giovani adulti di 25-30 anni, che hanno pertanto raggiunto una loro identità e maturità precisa, possa in qualche modo essere inibitoria. Forse un range ridotto, magari dai 14 ai 20 anni, potrebbe consentire una partecipazione più libera e ne risulterebbe una struttura meno formale e più agile agli occhi di un preadolescente. Se invece l’obiettivo che ci si pone è quello di stimolare la fascia degli adolescenti e degli universitari, che in effetti si trova a condividere un range d’età che li fa sentire già più vicini, allora forse sarebbe stato meglio proporre una consulta che tenesse conto di una fascia 18-25. Oltre i 25, inoltre, ci pare di poter iniziare a parlare più di adulti, che di giovani stricto sensu

Il secondo punto che non ci convince molto riguarda la massiccia presenza nella consulta di membri del consiglio comunale. La presenza di un rappresentante dell’Amministrazione in carica nella persona di un Assessore è di per sè condivisibile, purché non influenzi direttamente il confronto e le discussioni, tuttavia addirittura quattro consiglieri tra maggioranza e minoranza ci sembrano davvero troppi e la loro presenza del tutto superflua, con il rischio inoltre di dover sempre andare in deroga al limite di età perché nulla ci dà la certezza che nei consigli comunali a venire ci siano Under30.

Ultima considerazione: leggiamo nello statuto proposto che possono far parte della consulta rappresentanti di associazioni anche NON riconosciute. Onestamente, questo è il punto che ci lascia più perplessi. Le associazioni del territorio che sono ufficialmente riconosciute sono anche una garanzia di serietà che dà loro, di fatto, un valore aggiunto. Meglio sarebbe, pertanto, consentire l’accesso alla consulta ad associazioni quantomeno riportate in un registro comunale di riferimento, non per limitare la partecipazione alla consulta, ma per incentivare chi volesse farne parte a seguire un inter più istituzionalizzato.

A fronte delle seguenti considerazioni, il nostro voto sarà di astensione: sottolineando comunque la positività di questo spazio dedicato ai giovani, tuttavia alcuni punti della sua struttura non ci convincono del tutto.

 

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