INSIEME POSSIAMO cambiare MEDA
stai leggendo...

Primo Piano

Consiglio comunale 4 marzo

 

OSSERVAZIONI BILANCIO CONSIGLIO COMUNALE DEL 24/25 FEBBRAIO 2021

Discutiamo stasera l’ultimo bilancio di questa maggioranza prima delle elezioni del 2022.

Probabilmente non l’ultimo che questa maggioranza approverà, ma certamente l’ultimo che gestirà almeno per un intero anno. Una premessa e una richiesta, che contiamo sia possibile accogliere. Non mettiamo in discussione ovviamente che la legge assegna al Consiglio di approvare le autorizzazioni di entrate e spese secondo le forme aggregate contenute nello schema di bilancio. Non pretendiamo certo di approvare anche il dettaglio che spetta rispettivamente a Giunta o dirigenza. Però la normativa sulla contabilità locale, non abolisce il diritto di sindacato del consigliere, che ha il dovere di conoscere anche tale dettaglio, per meglio valutare l’aggregato che autorizza. Dato che in questo caso l’informatica ci viene in aiuto, non crediamo di aggravare gli uffici, se chiediamo di allegare, per il futuro, allo schema di bilancio per l’approvazione in Consiglio, anche il formato Peg, per intenderci. Si tratterebbe di conoscere con breve anticipo, quanto a norma di legge, verremmo comunque a conoscere con l’approvazione del Peg da parte della Giunta dopo 10 giorni. Si tratta in fondo di agevolare maggiore consapevolezza o convinzione, nella espressione di voto da parte dei Consiglieri.

Per tornare al merito dei documenti in discussione e non separando Dup, Bilancio, Nota integrativa e gli altri documenti oggetto delle due commissioni, ci sembra opportuno partire dagli investimenti, dalle risorse destinate alle opere che in genere caratterizzano l’innovazione di una maggioranza rispetto alle maggioranze alternative. Se escludiamo gli investimenti destinati alla manutenzione del patrimonio e agli obblighi di legge, nel triennio gli investimenti che possono innovare la qualità del patrimonio e dei servizi per i cittadini sono i seguenti:

  • Completamento ex Palazzo Mascheroni per € 1.200.000 nel 2022;
  • Riqualificazione ex Cfp di via Marco Polo per € 300.000 nel 2022;
  • Riqualificazione centro cittadino lungo l’asse di via Matteotti per € 2.986.000 nel 2021 (su tale problema ritornerò);
  • Riqualificazione via Matteotti per € 600.000 nel 2022;
  • Riqualificazione asse via Indipendenza per € 800.000 nel 2023;
  • Pista ciclabile via Tre Venezie per € 300.000 nel 2023;

Di questi sei interventi, che possiamo definire come innovativi, quattro sono stati iniziati dalla giunta Caimi o resi possibili per risorse disponibili e presupposti urbanistici. Qualche annotazione sulla riqualificazione del centro storico. Stanziare fondi va bene, ma presumo esista la consapevolezza che recuperare i centri storici comporta un lavoro molto complesso e di lunga lena. Sarebbe opportuno discutere in commissione o con una riunione apposita la strategia che si ha in testa.

Pensare sia sufficiente pavimentare la via Matteotti, anche con i marmi di Carrara, è come illudersi di trasformare un clochard in un lord inglese, mettendogli un cilindro in testa. Dovremo conoscere le caratteristiche delle proprietà, le disponibilità ad investire, come creare le condizioni per rendere attrattivi gli investimenti, sentire le banche, pensare ai parcheggi, come, anche per periodi limitati, rendere pedonabile un ampio contesto attorno all’asse via Matteotti. Ogni recupero dei centri storici ha comportato l’espulsione dei residenti di vecchia data, che sapevano far fronte agli oneri abitativi, proprio perché il degrado riduceva i costi. È necessario fare una ricognizione di queste esigenze e pensare a come trovar loro una diversa e dignitosa sistemazione. Insomma, recuperare il centro storico è un’operazione complessa e complicata, che non si realizza senza mobilitare gli investitori privati in sinergia con quelli pubblici. Senza una strategia iniziale si rischia di utilizzare i soldi pubblici, in misura ingente, con scarso rendimento urbanistico e sociale (forse anche estetico per il veloce degrado di parti di qualità inserite in un contesto degradato).

I 2.986.000 € previsti sono attinenti alle considerazioni appena esposte o quali altre destinazioni hanno?

Se osserviamo i recenti interventi più innovativi, sono stati tutti realizzati, iniziati ovvero ne sono stati creati i presupposti, durante i quattro anni effettivi della legislatura Caimi, ne cito i principali:

  • Piazza del Comune;
  • Farmacia Comunale;
  • Riqualificazione ex Medaspan;
  • Riqualificazione Stazione (opera delle FNM, ma da noi stimolata/contrattata);
  • Sottopasso Stazione/Poste;
  • Parco Via Manzoni (senza il nostro accordo con i Besana, non sarebbe stato possibile al suo posto avremmo avuto delle palazzine e al posto dell’Auxologico, quattro torri residenziali);
  • Auxologico e parco limitrofo;
  • Parco delle Brughiere maggiormente tutelato con l’accorpamento al Parco regionale delle Groane.

Voi avete avuto il consenso maggioritario, ma l’avete utilizzato per innovazioni minoritarie. Naturalmente, come abbiamo sempre dimostrato, sui singoli interventi, possiamo valutare la qualità e la celerità, rispetto a quanto iniziato dalla maggioranza precedente, ma quando migliora la nostra città, non abbiamo mai votato secondo la posizione occupata in quest’aula, a differenza vostra, che avete votato contro l’AT1 quando eravate da questa parte, per approvarla quando vi siete trovati dove vi trovate ora.

Trattandosi però del Bilancio, uno degli atti amministrativi che sintetizzano le caratteristiche complessive della maggioranza in carica, diventa ovvio non esprimere un voto a favore, diversamente gli elettori non capirebbero per quale ragione non siamo in maggioranza.

Non si tratta però solo di un aspetto essenziale di trasparenza democratica (cioè del costituirsi di maggioranze e minoranze in quanto rappresentative di orientamenti amministrativi nel complesso alternativi), ma anche di aspetti particolari che ci dividono nel merito. Per esempio:

  • Capiamo che si è prossimi alle elezioni, ma alcune forzature si potrebbero evitare e si potrebbe essere più onesti verso i cittadini:
    • Si prevede l’accensione di mutui nel 2022/2023 per complessivi € 4.496.000 assicurando che poi verranno sostituiti dall’avanzo, quando questo è previsto nella parte disponibile per € 3.000.000 circa (pag. 12 della Nota integrativa) e ragionevolmente in costante calo (anche quando l’avanzo complessivo, per accontonamenti e vincoli può aumentare).
    •  Non sarebbe stato più trasparente indicare le opere che si era intenzionati a realizzare con tale disponibilità dell’avanzo per poi stanziarle a consuntivo approvato? Oppure si è disposti ad accendere mutui con un debito residuo che ammonta ancora a circa 10.000.000 di €? Le bizzarre teorie keynesiane di Taveggia applicate al bilancio comunale, possono produrre solo rivolgimenti disperati del povero Keynes;
    • Parimenti, per quale ragione prevedere la bellezza di 7.834.550 € nel 2021 (pag. 59 del Dup) per investimenti, quando 4.811.000 € (61,41%) saranno Fpv (pag. 6 della Nota integrativa)? Sappiamo bene che ogni intervento, che per sua natura può essere realizzato necessariamente oltre l’anno, produce Fpv, ma per non tradire lo spirito della nuova normativa sul bilancio, sarebbe opportuno stanziare solo i fondi i cui lavori possono inziare le procedure a inizio anno e possono essere seguiti con la necessaria diligenza dagli uffici preposti. Prevedere interventi di cui magari si sa già che si arriverà entro fine anno solo al bando e numero di interventi che si sa già non proporzionati alle possibilità della propria struttura amministrativa, non è coerente con lo spirito delle norme volute per rendere i bilanci comunali sempre più rigorosi, sintesi delle effettive capacità di realizzazione, improntati a un razionale e lungimarante utilizzo delle risorse di tutti i cittadini; insomma un bilancio aderente ai principi di sana amministrazione e non un manifesto di buone intenzioni ai fini di propaganda. Per le ragioni esposte all’inizio dell’intervento, dallo schema di bilancio è difficile individuare quali specifici interventi sono prevesti con Fpv, pertanto il nostro è un richiamo basato sull’esperienza e sarebbe interessante sapere, dalla maggioranza, degli investimenti previsti, a quale percentuale di realizzazione, per ognuno, prevedete di pervenire entro il 2021.

Si può essere innovativi anche nello stile, nel dire ai cittadini la verità, su quello che si può effettivamente fare, rischiando magari un po’ di impopolarità, ma svolgendo la funzione di classe dirigente improntata all’etica della responsabilità, piuttosto che alla ricerca del facile consenso.

Una considerazione che vale soprattutto in prospettiva. Anche in questo bilancio si riscontra una certa difficolta a produrre avanzo di parte corrente. La spesa corrente per l’82.50% è composta di spesa per il personale (23.50%) e spesa per acquisto di beni e servizi (59%). Se non si affronta seriamente il problema di migliorare i servizi, in primo luogo eliminando possibili diseconomie in termini di efficienza, efficacia, qualità organizzativa, in modo da produrre avanzi di parte corrente in grado di finanziare investimenti futuri o rate di mutui, il rischio è di trovarsi tra poco senza avanzo di amministrazione e senza margini per accendere nuovi mutui, che aggiungerebbero rate a quelle già esistenti sul debito residuo, magari tornando ad usare gli oneri di urbanizzazione (attualmente scarsi, ma con una possibile fiammata per AT1), per coprire spese correnti, invece che per investimenti.

D’altra parte il problema di una riorganizzazione complessiva della pubblica amministrazione diventerà necessariamente un tema all’ordine del giorno nazionale, sarebbe meglio prepararsi. Non vi nascondiamo neppure un interesse di parte: vorremmo evitare che un’eventuale nostro ritorno in maggioranza, occupi ancora troppe delle nostre energie, per rimettere in ordine un bilancio fortemente squilibrato dalla maggioranza precedente. 

Apriamo una parentesi di metodo. In sede di commissione abbiamo avanzato qualche osservazione sulla parte corrente, confrontando il previsionale 2021 con l’assestato 2020; la dott.ssa Corbetta ha giustamente rilevato che non possiamo confrontare dati non omogenei benchè l’assessore avesse parlato di un previsionale costruito su accertamenti e impegni. Osservazione pienamente condivisibile, tanto che a differenza di altri non abbiamo mai confrontato i dati del previsionale con quelli del rendiconto. Però in questo caso il rispetto della forma rischia di tradire la sostanza: il previsionale 2020 è stato approvato alla fine del 2019, quando degli effetti della pandemia non si aveva nessuna realistica cognizione; è la realtà sulla base della quale si è approntato il previsionale che non è omogenea con la realtà poi apparsa. Forse se aveste approvato il previsionale a marzo 2020, sarebbe stato molto più vicino all’assestato, sulla base del quale abbiamo effettuato alcuni confronti. 

Probabilmente la realtà del 2021 sarà più omogenea al 2020 reale che a quello da voi previsto a fine 2019. Come tutti ci auguriamo che questa omogeneità dovuta alla pandemia non sia duratura. 

Riprendo, dopo questa parentesi, le considerazioni avanzate. Si tratta in sostanza di aderire all’etica della responsabilità, sapendo che a livello locale non ci sono alternative a una gestione accurata e insieme lungimirante delle risorse di tutti i cittadini: ogni elargizione, magari opportuna, ma non necessaria, viene sottratta a chi ha effettivamente bisogno o ad investimenti sul futuro. Un esempio per tutti: abbiamo utilizzato la bellezza di circa 800.000 € per abbattere la Tari in aiuto di imprese colpite dalla pandemia.

Finalità condivisibile, ma nel caso tali ingenti risorse di tutti, siano andate anche a chi di aiuti non ne aveva bisogno o oltre la misura necessaria, avremmo sottratto risorse per opportuni investimenti o aiuti ad altri, ingiustamente: per esempio sottratte alla manutenzione della abitazioni di proprietà del Comune e alle famiglie che le occupano…… 

Pertanto votiamo contro, non solo per le ragioni generale dianzi richiamate, ma anche per le seguenti motivazioni specifiche:

  • Non ci risulta chiaro il disegno strategico per la Meda del futuro, non vediamo esplicitata l’analisi sul futuro produttivo della nostra città, sull’assetto urbanistico che si vuole, anche gradualmente, agevolare, su come organizzare i servizi, ecc. Per la parte investimenti vediamo una sorta di inerzia sulla spinta dell’amministrazione precedente, ma come è successo per l’Urss, dopo un po’ la spinta propulsiva finisce;
  • Vediamo un venir meno della necessaria attenzione agli equilibri della parte corrente, una ripresa di vecchie abitudini al facile contributo, giustificato magari nella valutazione fatta sul singolo caso, ma se non inserito in una visione complessiva, capace di prefissare limiti di budget per settore e funzione, insomma senza un ripensamento dell’organizzazione amministrativa nel suo complesso, rischiamo ci si riporti lentamente al bivio che abbiamo trovato di fronte noi al momento dell’insediamento: dover trovare un difficile equilibrio tra l’incremento della fiscalità (che può diventare opprimente) o la riduzione in quantità e qualità dell’insieme dei servizi ai cittadini (che può diventare, per i più fragili, discriminante).
  • Noi vi abbiamo riconsegnato una situazione lontana dal default e che consentiva ottimismo nell’affrontare i due corni richiamati.
  •  Ci auguriamo siate in grado di ricambiare, fosse pure a voi stessi.

 

INTERVENTO CONVENZIONE BOSCO DELLE QUERCE

Abbiamo chiesto in accordo con la lista Caimi di rinviare questo punto in discussione in quanto riteniamo che la parte riguardante la manutenzione delle vasche sia non un appendice ma una parte importante della storia complessiva di questa Parco nato da una disgrazia che ha segnato in profondità la storia della nostra comunità e rappresenta tuttora la presa di coscienza del problema della tutela ambientale e dell’impronta dell’uomo sull’ambiente.

Tornado al contenuto della convenzione per il biennio 2021-2022 sono previsti 120.000 euro a favore del Comune di Seveso per la gestione e l’apertura del Parco Naturale del Bosco delle Querce e 160.000 euro all’Ente Regionale per i Servizi all’Agricoltura e alle Foreste (ERSAF) per la gestione e manutenzione del verde.

Nulla da obiettare al riguardo ne prendiamo atto e siamo favorevoli a questo parte della convenzione, siamo altresì favorevoli alla destinazione prettamente naturalistica di quella porzione di parco che si trova sul territorio Medese, auspicando che venga al più presto resa fruibile per visite di carattere didattico a favore delle scuole ed auspichiamo anche ai cittadini con visite guidate.

Questa volta però rispetto agli anni passati, nel testo che andiamo questa sera, manca una parte a nostro avviso importante.

Dal verbale del comitato tecnico scientifico del Bosco delle querce riunitosi il 21 dicembre 2020 si evince che il dirigente del comune di Seveso  chiede di individuare una nuova struttura competente per gestire il controllo delle vasche in quanto l’ufficio ecologia del comune di Seveso che per anni ha svolto questo compito non è più in grado di svolgere questa attività, sappiamo che ciò deriva da uno svuotamento delle competenze e del personale dell’ufficio ecologia di Seveso ad opera dell’attuale amministrazione che ha portato ad avere un solo addetto in quest’ufficio, da un anno è vacante la nomina del direttore del Parco nomina che spetta a Seveso, tutto questa sembra far pensare ad una specie di disarmo per quello che la creazione di questo parco rappresenta e testimonia sui pericoli che l’ambiente  subisce da parte dell’uomo, inoltre da un articolo del cittadino veniamo poi a conoscenza  di una forte contrarietà da parte degli esponenti di FdI e F.I  che fanno parte della maggioranza Sevesina  alla dismissione del controllo e della manutenzione delle vasche in quanto si conviene che l’esercizio di tale controllo sia un patrimonio per Seveso e per tutto il territorio legato e segnato in modo profondo al disastro Icmesa.

Il dirigente di regione Lombardia non ha potuto che prendere atto e ha rimandato ad una nuova comunicazione su come Regione Lombardia gestirà la manutenzione delle vasche con una possibile fase di accompagnamento verso una gestione da parte della provincia. 

A noi tutto questo sembra un pasticcio, stasera noi votiamo una convenzione zoppa di una parte significativa della gestione del bosco delle querce, mentre il comune di Seveso non ha nemmeno convocato un consiglio comunale per discutere la questione, tutto questo sembra voler dare poca importanza e valore non solo alla parte naturalistica della questione ma anche al valore della memoria legata a questo luogo.

 

Condividi questo contenuto!
Partito Democratico - Circolo di Meda Via Roma, 4 20821 Meda (MB) - www.pdmeda.it