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Primo Piano

Consiglio Comunale 30 giugno

ORDINE DEL GIORNO CONSIGLIO COMUNALE 30/06/2021

  1. ART.33 – COMUNICAZIONE SINDACO, PRESIDENTE DEL CONSIGLIO COMUNALE E CONSIGLIERI COMUNALI.
  2. APPROVAZIONE DEL REGOLAMENTO PER LA GESTIONE DELL’ALBO DELLA CITTADINANZA ATTIVA.
  3. APPROVAZIONE DEL REGOLAMENTO DEI SERVIZI ABITATIVI TRANSITORI: VALUTAZIONE DEI REQUISITI D’ACCESSO E MODALITA’ DI ASSEGNAZIONE.
  4. MODIFICA REGOLAMENTO DI APPLICAZIONE DELLA TASSA SUI RIFIUTI (TARI)
  5. APPROVAZIONE DEL DOCUMENTO “STRATEGIA DI TRANSIZIONE CLIMATICA A SCALA LOCALE – LA BRIANZA CAMBIA CLIMA” REDATTA NELL’AMBITO DELLA CALL FOR IDEAS “STRATEGIA CLIMA” 2020 DI FONDAZIONE CARIPLO, PER REALIZZARE AZIONI DI MITIGAZIONE E ADATTAMENTO AI CAMBIAMENTI CLIMATICI SUL TERRITORIO.
  6. APPROVAZIONE ADESIONE AL PATTO DEI SINDACI PER IL CLIMA E L’ENERGIA (COVENANT OF MA YORS).

ART.33

Meda 30-06-2021

Art. 33 – Consiglio comunale 30 giugno 2021.

Buonasera,

Quella di questa sera, più che un intervento, desidera essere una richiesta di informazioni e precisazioni rispetto ad una tematica sulla quale ci saremmo aspettati maggiore chiarezza da parte dell’Amministrazione comunale: il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza e la possibilità che i comuni hanno di beneficiare di fondi previa presentazione di progetti.

La nostra provincia ha attivato una commissione provinciale e una società (PromoPa) per raccogliere e coordinare le proposte comunali del territorio, ma di tutto questo non è stata data ai consiglieri una precisa e puntuale informazione. Considerato che la data ultima per la presentazione dei progetti è quella odierna, ci saremmo aspettati, se non un coinvolgimento del consiglio date le tempistiche ristrette, quantomeno una nota informativa. Anche nella commissione tenuta ad inizio settimana, ad una nostra domanda in merito è stata data una risposta vaga e non è poi pervenuto nessun aggiornamento.

Considerata l’importanza di questo tema e le possibili ricadute positive sul territorio comunale, chiediamo che venga dato spazio ad un’informazione al consiglio e alla cittadinanza in merito ai progetti che il Comune di Meda ha presentato (se ne ha presentati).

Chiara Tagliabue – capogruppo PD

 

In questi ultimi giorni ho ricevuto da numerose cittadine e cittadini medesi l’invito a portare all’attenzione dell’opinione pubblica medese e di conseguenza dell’amministrazione comunale il tema della qualità dell’aria e di conseguenza della qualità della vita nelle cosiddette zone miste. Il quartiere in questione è quello che molti medesi chiamano “montecampi” attualmente più conosciuto come quartiere San Giacomo. A metà degli anni cinquanta del secolo scorso numerosi cittadini con grandi sacrifici si sono costruiti la loro residenza abitativa in una zona immersa nel verde, poi a seguito delle approvazioni da parte di amministrazioni leghiste e del centro destra, di Piani Regolatori Generali, molto discutibili, la zona si è trasformata lentamente in una zona mista dove sono previste aree residenziali e produttive. Grazie allo sviluppo selvaggio di queste zone numerosi residenti si trovano ora costretti a convivere con attività che compromettono seriamente la qualità della loro vita.

Le segnalazioni che mi sono arrivate riguardano attività produttive che immettono nell’aria fumi/vapori che rendono l’aria maleodorante e inquinata, e polveri il tanto famigerato particolato. Ricordo a tutti che il particolato è un aerosol di piccole particelle solide classificate in base alle loro dimensioni. Le particelle atmosferiche sono di solito misurate in PTS (Polveri Totali Sospese): PM10 quando il diametro aerodinamico medio è minore di 10 micron (possono raggiungere i polmoni), PM2,5 quando il loro diametro aerodinamico medio è inferiore a 2,5 micron (più dannose perché possono passare attraverso i filtri delle vie aeree respiratorie superiori). Inoltre il particolato prodotto si deposita sulle coltivazioni degli orti dei residenti obbligandoli di fatto alla rinuncia di questa attività e costringendoli a rinchiudersi in casa alla pari dei carcerati, usufruendo “dell’ora d’aria” nei giorni festivi e non sempre perché l’attività a volte continua anche in quei giorni. 

Sottolineo che in campo industriale le emissioni sono fortemente regolamentate e per questo le industrie devono utilizzare dei sistemi di abbattimento degli inquinanti che variano in base agli inquinanti stessi, per esempio per le polveri vengono utilizzati dei cicloni, filtri a maniche, filtri a tasche ed elettrofiltri; mentre per le nebbie o più in generale per le sostanze chimiche vengono utilizzati filtri a carboni attivi o filtri a umido.

In via generale, tutti i cittadini e le istituzioni sono chiamati a proteggere l’ambiente. Ai sensi dell’art. 3 ter del d.lgs. 152/2006 “La tutela dell’ambiente e degli ecosistemi naturali e del patrimonio culturale deve essere garantita da tutti gli enti pubblici e privati e dalle persone fisiche e giuridiche pubbliche o private, mediante una adeguata azione che sia informata ai principi della precauzione, dell’azione preventiva, della correzione, in via prioritaria alla fonte, dei danni causati all’ambiente, nonché al principio “chi inquina paga” ”.

I residenti del quartiere naturalmente hanno intrapreso tutte le azioni legali che gli competono e ci saranno gli organi competenti in materia che dirimeranno la questione, tengo a precisare che Il rispetto dei limiti alle emissioni non sempre garantisce l’assenza di molestia; aziende che rispettano la normativa vigente, se inserite nelle vicinanze di aree residenziali, possono comunque causare fastidio. In tal caso il Sindaco, ai sensi degli artt. 216 e 217 del T.U.LL.SS. (Testo Unico delle Leggi Sanitarie) può richiedere alla ditta di assumere ulteriori precauzioni per diminuire la molestia nei confronti dei cittadini.

Concludo invitando l’amministrazione ad una maggiore sensibilità sulla produzione responsabile la quale esige soluzioni concertative coraggiose e sostenibili a lungo termine.  Un’impresa è socialmente responsabile se e quando agisce in modo da coniugare i propri interessi e quelli di tutte le parti interessate o legate ad essa. Il comportamento socialmente responsabile di un’impresa, dunque, si riverbera in primis nel rispetto delle norme e regole relative alla dimensione del lavoro, all’ambiente e della sua sostenibilità, al rapporto clienti-fornitori, alle strategie di gestione d’impresa, al rapporto con i lavoratori e con i consumatori. La sfida per la costruzione di “un’altra economia”, che garantisca il superamento dell’attuale congiuntura negativa, attribuisce alle imprese un ruolo di attore sociale inedito quanto fondamentale per poter creare nuovi valori accanto a quello economico. E questo va detto chiaramente, senza connotati ideologici, perché come insegna il caso dell’Ilva di Taranto, il problema di non mettere in conflitto salute, ambiente e attività produttiva, sarà il problema dei prossimi anni.

Paolo Tagliabue – capogruppo Lista Civica Gianni Caimi Sindaco

 

Grazie presidente, buona sera a tutti.

Questo mio intervento è fatto anche a nome della lista con Caimi sindaco.

Di questa delibera ci convince il progetto con cui Meda si è presentata ed è riuscita a vincere questo bando, è troppo tempo che i cittadini di Meda aspettano che il  cimitero luogo dove riposano il nostri cari abbia una sistemazione decorosa e di massima fruibilità, richiesta che noi da tempo,   sollecitati dagli stessi cittadini,   in più di un intervento in questo consiglio abbiamo richiesto,  ci convince anche la modalità  dell’aggregazioni di più comuni che si coordinano attraverso Innova 21 e partecipando ai bandi sono capaci di presentare progetti di qualità , ci convince il fatto che all’interno di questo percorso si preveda una formazione per il personale del comune volto a  migliorare la capacita di progettazione e di acquisizione di competenze che permettano di partecipare ad altri bandi con maggior probabilità di centrare l’obiettivo di acquisire nuovi fondi, ci convince anche che questi progetti siano volti a progetti al miglioramento ambientale.

Ma altrettanto non ci convincono altre cose

Non ci convincono, il metodo di informazione, commissioni ravvicinate con argomenti da approfondire e come in questo caso con un documento di 308 pagine, la convocazione della commissione due giorni prima del consiglio,    durante la presentazione da parte di innova 21 sono stati presentate delle slide esemplificatrici e alla nostra richiesta di averle per poter meglio inquadrare l’argomento ci sono state spedite questa sera alle 19.00……, ancora una volta anche se solo a titolo informativo non ci è stato presentato il  progetto presentandolo  in modo esclusivamente verbale e superficiale,

Che dire, questa maggioranza considera forse le minoranze in consiglio, come fossero quasi dei fastidiosi interlocutori di cui farebbe volentieri a meno, queste minoranze seppur minoranze,  rappresentano in consiglio una buona fetta dei cittadini di meda a cui si deve più considerazione.

Ad ogni modo l’importanza che riveste questo progetto e l’aspettativa che ogni cittadino ha nel vedere sistemato adeguatamente il luogo dove riposano i propri cari ci convincono ad un voto favorevole. 

Massimo Nava – consigliere PD

 

APPROVAZIONE DEL DOCUMENTO “STRATEGIA DI TRANSIZIONE CLIMATICA A SCALA LOCALE – LA BRIANZA CAMBIA CLIMA” REDATTA NELL’AMBITO DELLA CALL FOR IDEAS “STRATEGIA CLIMA” 2020 DI FONDAZIONE CARIPLO, PER REALIZZARE AZIONI DI MITIGAZIONE E ADATTAMENTO AI CAMBIAMENTI CLIMATICI SUL TERRITORIO.

Meda 30-06-2021
I cambiamenti climatici sono attuali. E saranno sempre più presenti nelle nostre vite, in futuro anche se
agiremo in modo concreto per diminuire le emissioni di gas ad effetto serra, Il processo avviato, purtroppo,
è ormai in buona parte irreversibile.
Tuttavia siamo ancora in tempo per limitare i danni. A condizione di riuscire a contenere la crescita della
temperatura media globale – alla fine del secolo, rispetto ai livelli pre-industriali – «ben al di sotto dei 2
gradi centigradi», come indicato dall’Accordo di Parigi.
Altrimenti, dovremo attenderci una moltiplicazione degli eventi meteorologici estremi. Ondate di caldo,
siccità, inondazioni, risalita del livello dei mari.
Ovunque, nel mondo, i deserti avanzano. La copertura vegetale sulla Terra si rarefà e lascia spazio ad un
universo minerale incapace di garantire a fauna e flora le risorse di cui necessitano. Già oggi, il 41% della
superficie del Pianeta è costituita da aree desertiche. E in futuro, a causa dei cambiamenti climatici,
dobbiamo attenderci un aumento di tale estensione.
Uno studio pubblicato sulla rivista Science il 14 febbraio ha identificato tre fasi che dobbiamo attenderci. A
ciascuna delle quali corrisponde un livello di aumento della temperatura media globale. Decine di
ricercatori provenienti da tutto il mondo hanno confrontato dati scientifici e satellitari.
Ma anche i campioni di suolo provenienti da 50mila punti di raccolta sulla superficie terrestre, nonché le
attività di fotosintesi di 809 specie di piante che crescono in zone aride e semi-aride. È sulla base di tali
punti di riferimento che gli studiosi hanno infine immaginato cosa accadrà con l’aumento delle emissioni di
CO 2 che si osserva attualmente
Da cui conseguirà un aumento della temperatura media globale nel corso dei prossimi decenni. Ebbene,
prendendo in considerazione lo scenario attuale (ovvero continuando ad emettere biossido di carbonio al
ritmo attuale), porterà il riscaldamento globale a +5 gradi, nel 2100, il cambiamento della “struttura” della
superficie terrestre sarà drastico.
Ma la desertificazione è figlia anche di un altro fenomeno, anch’esso legato a filo doppio agli stravolgimenti
del clima. «Gli studi attualmente disponibili – ha spiegato l’Agenzia Europea per l’Ambiente – indicano un
aumento della frequenza, della durata e della severità dei casi di siccità per la maggior parte del territorio
europeo nel corso del Ventunesimo secolo. Ad eccezione unicamente delle porzioni più settentrionali del
Continente».
Come facilmente immaginabile, il fenomeno della siccità colpirà soprattutto l’Europa meridionale. In
Particolare Spagna e Grecia, ma anche la Turchia subirà gravi conseguenze. In Italia, le regioni del Sud
risulteranno dunque particolarmente vulnerabili. E il tutto, secondo l’EEA, potrà generare tensioni talmente
elevate da «mettere in competizione i settori che necessitano di acqua per le loro attività. Come nel caso di
agricoltura, industria e turismo»
Alla luce di questi scenari ben venga l’adesione AL PATTO DEI SINDACI PER IL CLIMA E L'ENERGIA che
impegna l’attuale e le future amministrazioni fino al 2050 a fissare obiettivi a medio e lungo termine,
coerenti con gli obiettivi dell'UE. Di fare rete con i colleghi sindaci, attraverso il coinvolgimento di cittadini,
imprese e amministrazioni con un piano di azioni chiare, trasparenti e rendicontate finalizzate a garantire il
benessere delle generazioni future e attuali.
È da ribadire che il PAESC, è un piano, un percorso non è un Progetto.
In un Piano si identificano le linee progettuali, gli obiettivi e si stimano, dove è possibile, gli effetti. Al
contrario i progetti, definiscono il dettaglio, riportano i preventivi e articolano le fasi. Perciò, questa sera,
noi valutiamo la cornice saranno i "futuri programmi finanziari dell’Ente” a fornire le "adeguate risorse
umane e finanziarie” ai progetti specifici che rappresenteranno il quadro ed in questo controlleremo come
ci compete.
Concludo ricordando a tutti che l’ambiente non è né di sinistra né di destra, non è né verde né blu:
l’ambiente è nostro e può essere degradato molto facilmente a discapito della nostra salute e di quella dei
nostri figli. Questo patto riprende e continua il percorso del precedente sottoscritto e fortemente voluto
dall’amministrazione Caimi, per tutti questi motivi il nostro voto è favorevole.
Paolo Tagliabue – Capogruppo Lista Civica Gianni Caimi Sindaco
Chiara Tagliabue – Capogruppo PD

 

 

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