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Attività del Circolo

ANALISI DEL VOTO – AMMINISTRATIVE 2017

Analizziamo prima di tutto il dato numerico che ha caratterizzato questa tornata elettorale.

Nonostante la scossa avuta durante il referendum costituzionale dello scorso 4 dicembre, dove alle urne si è recato circa il 75% dei cittadini, con questa tornata amministrativa torniamo alle soglie di astensionismo alle quali eravamo abituati. Ha votato al primo turno, infatti, il 53,41% degli elettori, contro il 56,93% registrato nella tornata 2012, calo proseguito nel ballottaggio, per il quale si è recato alle urne il 45,19%. Il dato positivo rispetto al 2012 è un calo dell’8,22% tra il primo e secondo turno (nel 2012 fu del 13,34%)

Possiamo quindi estrarre il dato numerico che vede al primo turno 7.522 cittadini che si sono recati alle urne per votare Santambrogio o Caimi (gli altri hanno votato Taveggia o Busnelli, escluse ovviamente le schede nulle e bianche).

Al secondo turno, per votare i due candidati rimasti, si sono recati alle urne 8.288 elettori (sempre escluse bianche e nulle), dunque 766 elettori in più del primo turno.

L’ipotesi in questo momento più ragionevole è che la maggior parte di questi elettori si fosse già recata alle urne durante il primo turno, per votare Busnelli o Taveggia. Considerato che tra i due candidati esclusi rimanevano 2.166 elettori senza candidato al ballottaggio, possiamo ritenere che tra questi, il 35% si sia recato alle urne per votare Caimi o Santambrogio. Rimane tuttavia probabile che tra questi 766 elettori ci sia anche una percentuale di elettori che non ha espresso il proprio voto durante il primo turno, ma si può ritenere una percentuale irrilevante.

Di questi, 233 hanno votato Caimi e 543 Santambrogio. Nonostante un ulteriore incremento di consensi a Caimi, il dato negativo è che la coalizione guidata da Santambrogio è riuscita ad incrementare il distacco che già aveva alla fine del primo turno.

L’obiettivo di riconfermare i nostri elettori, invece, possiamo considerarlo conseguito, nonostante, osservando i risultati per singoli seggi risulti che, rispetto al primo turno, in alcune sezioni abbiamo perso voti per un totale di 32 elettori, dato che possiamo considerare irrilevante rispetto al risultato ottenuto.

Una riflessione necessaria risulta essere quella relativa alla distribuzione dei voti di questi 766 elettori che, non avendo più il loro candidato sindaco, hanno votato in parte Caimi e in parte Santambrogio. Una prima considerazione ci porta ad affermare che il bacino elettorale escluso dal ballottaggio (come visto in precedenza, 2.166 elettori) abbia un’estrazione politica prevalentemente di centrodestra. Sicuramente gli elettori di Taveggia rientrano in questa considerazione, ma anche una gran fetta dell’elettorato di Busnelli potrebbe rientrare in questa considerazione: ricordiamoci che nel 2012 Busnelli e Molteni si sono contesi i voti del PDL. Circa 1/3 di questi 766 elettori ha preferito Caimi. Difficile però identificarli: sicuramente qualche soggetto particolarmente astioso facente parte della squadra Taveggia avrà votato contro Santambrogio, e qualcuno facente parte della coalizione Busnelli potrebbe aver appoggiato Caimi perché più vicino a loro in termini di valori e idee.

Sono comparse anche interpretazioni tendenti a dimostrare che al centrosinistra non sono andati più consensi rispetto al 2012, sulla base del fatto che nel 2012, al secondo turno, Caimi raccolse 3.868 voti e nel 2017 ha raccolto 3.671 voti. Una interpretazione maliziosa, ma campata per aria. Perché?:

  1. Nel 2012 rimase escluso dal ballottaggio il PDL, ovvero 1.838 voti. Il PDL da anni era in rotta di collisione con la Lega e in particolare con Taveggia. Caimi passò dai 2.379 voti del primo turno ai 3.868 del secondo, cioè un incremento di 1.489 voti. Dunque una buona parte di elettori esclusi, scelse Caimi al secondo turno, per non far vincere la quarta volta Taveggia. Voti ragionevolmente del PDL o comunque di quel bacino elettorale (conteso anche dalla Lista Meda per Tutti);
  2. Nel 2017 Caimi incrementa i voti al primo turno, rispetto al 2012 di 1.069 voti. Dunque un incremento consistente già al primo turno, preferendo Caimi tra i quattro candidati. Al secondo turno se ne aggiungono altri 223. Si può anche ragionevolmente dire che al secondo turno i voti a Caimi non abbiano il segno politico della ostilità alla persona Santambrogio (come probabilmente fu nel 2012 contro Taveggia), ma una preferenza per il centrosinistra, rispetto al centrodestra, in quanto schieramento politico (un centro destra, molto destra e poco centro)

 

Dunque una lettura da ragionieri può sostenere che non sia stata premiata l’amministrazione Caimi, mentre una lettura politica non potrebbe negare tale premio.

La domanda che dobbiamo porci è: quanto hanno inciso i rapporti costruiti durante questi 4 anni di amministrazione?

Sicuramente non hanno inciso sull’elettorato di Taveggia: rimarrà sempre un nostro avversario e le sue mosse politiche degli ultimi anni avevano il solo obiettivo di ostacolare Santambrogio. Una volta rimasto fuori dal ballottaggio, il suo elettorato avrà votato Lega, non sarà andato alle urne oppure in piccola parte avranno votato Caimi solo per ostacolare la vincita del loro acerrimo nemico.

Discorso diverso per quanto riguarda Busnelli: sicuramente i rapporti politici, come anche confermato più volte da Caimi, in questi anni con lui e, consequenzialmente, con il suo elettorato sono stati pessimi. Di certo un rapporto così deteriorato non ha colpe univoche, ma bisogna assolutamente ammettere che Busnelli non ha mai fatto un passo verso di noi per spegnere il fuoco, ma ha contribuito in più occasioni ad alimentarlo. Tuttavia, questo comportamento bidirezionale ha portato ad un unico risultato: rendere meno facile un suo pronunciamento pubblico e chiaro a nostro favore.  Senza dimenticare momenti di migliori rapporti, come in occasione della mozione da loro proposta sul gioco d’azzardo e sul regolamento per i contributi ai cittadini in difficoltà.

Rimaniamo consci dei dubbi sulla possibilità di un candidato sindaco/leader politico di spostare voti a suo piacimento, ma l’errore non è imputabile al rapporto diretto con Busnelli, quanto al non aver capito che lui era il rappresentante di un elettorato che si sarebbe sentito indirettamente oggetto di ostilità politica.

Nonostante non si sia schierato durante il ballottaggio, hanno certo pesato negativamente, le parole di Busnelli quando ha affermato che della coalizione Caimi non ci si possa fidare visti i rapporti instauratisi durante la sua amministrazione.

Ma questo è quanto finora accaduto. Il Partito Democratico medese necessita di ripartire con una nuova prospettiva.

Il nostro consenso si è ampliato, abbiamo guadagnato un alleato forte e all’altezza di proseguire con noi questo percorso, tuttavia abbiamo bisogno di ripartire con la costruzione di rapporti politici più ampi, che non vadano a “stringere l’occhiolino” a nessuno. Dobbiamo puntare piuttosto ad una convivenza rispettosa e collaborativa, per evitare che tra 5 anni si inneschino i medesimi meccanismi, vogliamo esser percepiti dagli elettori moderati, e dagli elettori del Polo Civico, come la vera alternativa, democratica e aperta all’ascolto e alla collaborazione, che possa definitivamente bloccare questa egemonia del centrodestra (unito o diviso) che non ha prodotto benefici a Meda.

Non dobbiamo limitarci a rimanere “l’anomalia” che per un voto ha ben amministrato la nostra città. E’ ora necessario lavorare per implementare ulteriormente il nostro consenso, e proseguire nel progetto intrapreso in questa tornata elettorale: recuperare consenso e futuri voti in quei settori dove il PD non ha ancora riscosso la fiducia dei cittadini. L’obiettivo di una autentica rinascita di Meda rimane il nostro obiettivo.

Tra primo e secondo turno abbiamo guadagnato 1.300 voti rispetto alle amministrative del 2012, di cui l’82,74% già al primo turno, indice che comunque il Partito si è mosso nella giusta direzione, dimostrando la sua capacità anche a livello amministrativo. Tuttavia ciò non basta, e sarà necessario lavorare per migliorare la comunicazione: avere ottime idee e progetti per il proprio paese, ma non essere in grado di raggiungere i propri concittadini, o peggio, non farsi capire da loro, produce risultati inferiori al possibile.

Questo cambio di direzione deve partire da subito, non a ridosso della prossima tornata amministrativa.

 

 

Alessandro Uccello

Segretario del Circolo PD di Meda

 

Mariantonietta D’Amico

Referente della Lista Civica Gianni Caimi Sindaco

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