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Attività del Circolo

Intervento gruppo consigliare PD e lista “Gianni Caimi sindaco” al Consiglio Comunale del 15 febbraio

Alla luce di recenti episodi di cronaca nazionale e locale, molte parole si sono dette e scritte, e
molto si è parlato di convivenza civile, giustizia sociale e inclusione, soprattutto quando si affronta
il tema dell’accoglienza. Anche noi vogliamo farlo, non possiamo stare zitti su questo tema, ma
non ci presteremo a facili e inutili polemiche sulla pelle di povera gente. Lo facciamo
semplicemente ribadendo cosa significa per noi accoglienza e inclusione.
Da sempre l’uomo ha sentito la dolorosa necessità di abbandonare la propria terra in cerca di un
futuro migliore a causa di povertà, carestie e guerre. Ma mai come in questa epoca storica
l’immigrazione aveva raggiunto una tale portata né aveva rappresentato un vero e proprio
problema per i Paesi occidentali. Di problema si parla non perché si considera l’immigrazione un
fatto negativo, ma semplicemente perché il fenomeno ha assunto forme e dimensioni che hanno
reso complessa la sua gestione. Molto spesso l’approccio al problema dell’immigrazione è ridotto
in termini di “essere contrari o meno” a tale fenomeno. Una dicotomia di pensiero che, oltre ad
essere limitativa, è errata. Prima di tutto perché il fenomeno dell’immigrazione non si può
arrestare. Si tratta di un evento storico che bisogna affrontare sapendo che si può regolare e
gestire, ma non può essere fermato.
Il tempo a disposizione dell’intervento è minimo e consente di richiamare solo due eventi che nei giorni
scorsi hanno contribuito al dibattito trovandoci in completa sintonia con la buona parte degli
interventi e delle proposte.
Nel primo dei due eventi, lunedì 12 febbraio, all’Università Statale di Milano nel corso del
convegno “La ‘città diffusa’: idee per la rinascita delle periferie”, si è parlato di idee e strumenti per
“costruire una casa comune, inclusiva e capace di far crescere un tessuto sociale attento ai bisogni
di tutti”. Nel suo intervento, don Virginio Colmegna, Presidente della Fondazione Casa della Carità
di Milano ha sottolineato come “La cultura del nemico e della paura non produca sicurezza” e anzi
“La cultura del nemico ottenga spesso l’effetto opposto, creando ancora più povertà, solitudine e
rabbia”. Al contrario attuare “serie esperienze quotidiane di accoglienza (e ribadiamo, serie – come
tante esperienze che tutti noi conosciamo)” produca “coesione, legami sociali e certamente anche
più sicurezza”. Noi condividiamo totalmente quanto sostenuto da don Virginio.
Alcuni giorni prima del convegno di Milano, precisamente a Roma l’8 febbraio, diverse
organizzazioni che si occupano di accoglienza (da ACLI a Comunità di Sant’Egidio, da Pax Christi
alle Chiese evangeliche, solo per citarne alcune) hanno presentato un documento – diviso in sette
sfide puntuali – nato dalle priorità individuate per una convivenza civile e una giustizia sociale che
la mobilità umana pone con urgenza. Il titolo è “Proposte per una nuova agenda sulle
migrazioni in Italia”. I promotori del documento (oltre a invitare i diversi schieramenti politici in
corsa per il prossimo appuntamento elettorale a leggerlo e ad esprimersi in merito), in modo molto
preciso avanzano serie proposte strutturate in sette punti specifici. Questa sera il tempo a noi
assegnato ci permette solo di citare i titoli dei punti e ci fornisce l’occasione per sottolineare che
su questi temi continueremo a lavorare nei prossimi mesi e proporremo momenti di
approfondimento e discussione.

Questi i punti trattati:
1. Riforma della legge sulla cittadinanza
2. Nuove modalità d’ingresso in Italia
3. Regolarizzazione su base individuale degli stranieri “radicati”
4. Abrogazione del reato di clandestinità
5. Ampliamento della rete SPRAR (e ribadiamo che consideriamo sbagliata la scelta dell’attuale
Amministrazione di non aderirvi)
6. Valorizzazione e diffusione delle buone pratiche
7. Effettiva partecipazione ala vita democratica
In quest’aula, durante gli anni da Assessore, incontrando gli studenti delle scuole superiori medesi
e il Consiglio Comunale dei Ragazzi, ho più volte citato Primo Levi, ricordando che era solito aprire
i suoi incontri con i ragazzi delle scuole dicendo “Credo nella ragione e nella discussione come
supremi strumenti di progresso”; questo è il nostro auspicio, che a guidarci nella nostra riflessione
e agire politico, siano sempre ragione e discussione. Siamo convinti che una politica urlata non
porti da nessuna parte e crediamo invece importante che su questi temi (come su altri) sia oggi
urgente una seria e pacata riflessione, accompagnata da una solida preparazione; questo è il
nostro modo di intendere l’impegno politico, questo è il nostro modo di parlare di accoglienza e di
agire per una vera inclusione, anche a Meda.

Marcello Proserpio                                                Paolo Tagliabue
Partito Democratico                                                    Lista Civica “Gianni Caimi Sindaco”

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